Con il Natale che si avvicina, colgo l’occasione per osservare le nuove bambole uscite sul mercato negli ultimi anni. Sugli scaffali dei negozi di giocattoli, accanto alle classiche Barbie (bionde, capelli lunghi, magre, vestiti sfarzosi, ecc.), oggi possiamo ammirare anche Barbie notevolmente diverse (vedi immagini).

Uno studio (Bian L., Leslie S-J., Cimpian A., 2017), sostiene che l’età media in cui le bambine perdono la fiducia nelle proprie capacità sembra essere 6 anni. Prima dei 6 anni, le bambine si percepiscono intelligenti quanto i maschi, mentre dai 6 anni in poi, la percezione delle loro abilità e potenzialità cambierebbe. Questo fenomeno è chiamato “The Dream Gap”. A riguardo, la Mattel dichiara: “come brand che da sempre supporta il girl empowerment, siamo orgogliosi di annunciare il lancio del Dream Gap Project, un’iniziativa a livello globale che ha l’obiettivo di fornire alle bambine le risorse e il supporto di cui hanno bisogno per continuare a credere di poter essere tutto ciò che desiderano, un’iniziativa a livello globale volta a finanziare la ricerca, diffondere modelli di riferimento positivi e creare contenuti e prodotti a cui le bambine possano ispirarsi. Alcuni studi hanno dimostrato che le bambine sono influenzate già in tenera età dagli stereotipi culturali che alludono a un’inferiorità intellettuale della donna rispetto al’uomo. Questi stereotipi sono spesso trasmessi dai media e dagli adulti che inconsciamente li rafforzano. La perdita di fiducia nelle proprie capacità causata da questi stereotipi può insinuarsi così nel profondo di una bambina da pregiudicarne le scelte per tutta la vita. Possono persino scoraggiare le donne a perseguire carriere prestigiose, soprattutto nei campi in cui viene premiata l’intelligenza”. Ed è sull’onda di questa iniziativa che la Mattel lancia la collezione “Barbie you can be anything”. Questa linea, che include Barbie chef, medico, calciatrice o musicista, ha proprio l’obiettivo di incoraggiare le bambine a perseguire i loro sogni e a realizzarsi dal punto di vista professionale (https://about-barbie.mattel.com/it-it/dream-gap). In occasione del 60esimo anniversario dalla creazione di Barbie, lo scorso marzo, la Mattel ha anche lanciato la collezione “Barbie Role Models”, che include Barbie che impersonano alcune delle donne più note al mondo, come Frida Kahlo, la matematica e fisica Katherine Johnson, la giornalista Martyna Wojciechowska e la ginnasta Gabby Douglas, e che ha lo scopo di fornire modelli femminili positivi a cui ispirarsi.

Nel 2016 è inoltre nata “Barbie FASHIONISTAS”, una collezione che include 4 tipi di silhoutte, 7 tonalità di carnagione, 22 colori degli occhi e 24 acconciature diverse. Una produzione che ha l’intento di ampliare i canoni di bellezza, includendo anche figure femminili con pelli e corporature diverse.

Infine, per celebrare l’inclusività, la Mattel ha da poco lanciato “Creatable World”, una linea di bambole con corpi neutri (senza seno sporgente, senza trucco disegnato sul viso, senza la tartaruga sugli addominali) che offre ai bambini la possibilità di creare i loro personaggi, scegliendo la parrucca e i vestiti che desiderano applicare. Con lo scopo di abbattere gli stereotipi di genere, Creatable World è una collezione incentrata sul rispetto della diversità e della libertà di espressione.

Questa evoluzione sarà indubbiamente spinta da potenti strategie di marketing, ma, rispetto alla mia infanzia, è innegabile che il mercato di oggi offra bambole che cercano di smontare, almeno in parte, gli stereotipi di genere, accogliendo e valorizzando le diversità. Voi cosa ne pensate?

Per chi non l’avesse vista, questa è la campagna “Imagine the possibilities”: https://www.youtube.com/watch?v=l1vnsqbnAkkimage image image image