L’orgasmo femminile rimane ad oggi uno degli argomenti più discussi in sessuologia, al punto che perfino gli autori più interessati a questo tema faticano a raggiungere una visione comune. In passato, diversi studi, a partire da quelli di Masters e Johnson, hanno dimostrato che non esisteva una differenza netta tra il famoso orgasmo clitorideo e quello vaginale, perché la stimolazione diretta o indiretta del clitoride era comunque la principale responsabile dell’orgasmo. I due pionieri della sessuologia sostenevano che anche in assenza di una stimolazione diretta del clitoride – e per diretta si intende con le proprie dita, con quelle del partner, con l’ausilio di vibratori clitoridei, oppure semplicemente con la stimolazione ottenuta grazie a posizioni sessuali dove c’è un contatto diretto, una pressione, uno sfregamento tra clitoride e pube/corpo dell’uomo ­– avviene comunque sempre una stimolazione indiretta. Durante i movimenti coitali, il pene, entrando ed uscendo dalla vagina, esercita una tensione sulle piccole labbra e questa trazione viene a sua volta trasmessa alla piega cutanea che alloggia il clitoride, provocando così una stimolazione indiretta. Secondo questa teoria, è dunque impossibile escludere completamente la variante clitoridea. Masters e Johnson giunsero quindi alla conclusione dell’esistenza di un unico orgasmo femminile.

In contrapposizione con la teoria dei due esperti, studi più recenti hanno dimostrato che ci sono donne in grado di raggiungere l’orgasmo tramite la stimolazione diretta del punto G, ma anche solo dei capezzoli, della nuca, in seguito a baci, carezze sul corpo o addirittura spontaneamente, durante il sonno o grazie all’ausilio di fantasie erotiche.  Bernorio e Passigato (libro in uscita a dicembre) parlano di orgasmi femminili distinti: clitorideo, vaginale, anale e raggiungibile tramite la stimolazione diretta del punto del punto G. (Il punto G è un argomento che merita di essere trattato in maniera approfondita e lo farò prossimamente in un post specifico.)

Tralasciando l’evidenza scientifica, che, riguardo a questo argomento, sembra fornire ancora dati contraddittori, la maggior parte delle donne descrive l’orgasmo clitorideo e quello vaginale come due esperienze diverse. L’orgasmo clitorideo viene percepito come acuto, intenso, più localizzato e più breve rispetto a quello vaginale, mentre quello vaginale viene percepito come più profondo, emotivamente più coinvolgente e spesso accompagnato da sensazioni percepite come irradiazioni che coinvolgono tutto il corpo. Questa differenza è principalmente dovuta alle diverse terminazioni nervose che entrano in gioco a seconda della zona stimolata.

Vorrei concludere facendo una piccola riflessione sull’importanza che negli anni è stata erroneamente attribuita all’orgasmo vaginale da autori non esperti di sessuologia, quali ad esempio Freud, che era uno psicoanalista, o la James, autrice di “Cinquanta sfumature di grigio”, romanzo che riflette una visione distorta della sessualità e del funzionamento sessuale femminile, contribuendo così a creare spesso dei veri e propri complessi. Il messaggio che vorrei arrivasse alle donne che si sentono “anormali” perché non riescono a raggiungere “l’orgasmo vaginale”, è di non ossessionarsi, perché se sperimentare, esplorare, giocare è sano ed aiuta a costruire una sessualità ricca e colorata, ossessionarsi non fa che irrigidire ed inaridire il panorama sessuale. Si perde così la spontaneità, la naturalezza, la capacità di lasciarsi andare e assaporare il piacere. Non dimenticate che il clitoride gioca un ruolo estremamente importante nel piacere femminile, ed è per questo che più del 30 % delle donne non riesce a raggiungere l’orgasmo senza una stimolazione clitoridea adeguata.

Una nota positiva: se da un lato per la maggior parte delle donne è un po’ più difficile raggiungere l’orgasmo rispetto agli uomini, è anche vero che le donne sono in grado di raggiungere il piacere attraverso la stimolazione di zone diverse, hanno un periodo refrattario più breve e alcune fortunatissime riescono anche a provare più orgasmi ravvicinati.

Lettura consigliata a chi volesse approfondire l’argomento: in uscita questo dicembre “Il piacere al femminile. Miti e realtà della funzione orgasmica nella donna” di Bernorio e Passigato

Prossimamente su Uroblog: “L’anorgasmia femminile”